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Sembra una sciocchezza si, ma io credo che parta tutto da queste piccole cose. Non dai branchi, i bulli, le tribù, i credo politici o le religioni. Non è facile decidere. Di tutti gli eventi organizzati per 2Lei infatti, quello che più si avvicina al mio pensiero è stato quello organizzato da Maryhola McMillan: Il tema, nel Mondo Virtuale, non è superato.

Primo, perchè esistono gli alt. Secondo, perchè non è cancellando una persona, e quindi non sentendola più, che una violenza finisce.

Una violenza verbale, scritta, non sparisce se la cancelli, semplicemente è bannata virtualmente, ma siamo persone no? Abbiamo un animo, una psicologia, paure e ansie. E poi, io ti banno okei, ma come proteggo le altre donne, come impedisco che succeda ancora? Proteggo solo me stessa? No, non è vero che virtualmente si hanno armi molto più valide che realmente. Anche virtualmente, puoi solo scegliere di denunciare, e andartene per essere libera dalla violenza, proprio come in RL.

Almeno secondo me, ovviamente. Io non mi curo delle falsità o delle insinuazioni, sono i fatti e la reputazione di una persona che parlano per lei. Gli uomini possono essere vittime come le donne qui dentro. Sono violenze differenti, forse. Magari non ti danno della puttana e non dicono che sei solo una povera troia, con manie di protagonismo, ma anche un uomo diventa vittima sul web, forse più che in RL.

Proprio per la facilità dei rapporti che possono crearsi o distruggersi. In questo mi conosci, sono molto dittatoriale. Ti impegnerai ancora, in futuro, in progetti in Second Life? Certo, con tutti i problemi che sappiamo, ma anche con le enormi potenzialità di questo ambiente? Questo non vuole dire che non ci sia democrazia o scelte condivise, ma bisogna anche saper decidere, accettando critiche e pareri discordanti.

Il futuro è avanti a noi Aquila si, e Second Life non è il solo futuro. Anche perchè nel mio futuro personale vorrei occuparmi del mondo vero. Second Life è solo un prototipo, il Metaverso sarà una cosa ben più ampia, ma le problematiche sociali che si svilupperanno qui saranno sempre le stesse, e dobbiamo imparare a gestirle in maniera forse nuova, diversa… Hai qualche altra considerazione da aggiungere, prima di salutarci?

Quello che ritengo fondamentale è imparare a capire che Second Life è un mezzo in più per fare questo, e non una vetrina per apparire in RL. Queste azioni, ovviamente, possono essere di diverso tipo, positive o negative.

Si sviluppano capacità artistiche, relazionali, culturali, che per motivi diversi non siamo in grado, o non vogliamo, realizzare in Real Life. Tra queste caratteristiche rientrano, purtroppo, anche quelle negative, e a volte criminali. Detto questo, per tracciare i contorni, e mettere dei paletti, alle fantasie e alle sciocchezze che spesso si leggono in giro, è importante guardare con oggettività a questi nuovi modelli di comportamento, consapevoli di avere di fronte personalità che non sono esattamente quelle che incontreremmo per strada o al bar, ed i cui comportamenti non sono sempre quelli che ci aspetteremmo nella vita Reale.

Sappiamo che quando incontriamo in world Tizia o Caio, dobbiamo prendere quello che ci dice, e i suoi comportamenti, con ampio beneficio del dubbio. Dobbiamo fare quindi i conti con un nuovo soggetto, che separandosi nettamente dalla sua vita reale, rinasce come Avatar. Tornando quindi al punto da cui siamo partiti: Il grado di conoscenza che svilupperemo con questa entità servirà a delinearne i comportamenti nel Metaverso, ma mai la sua identità o personalità reale.

A meno che non si esca dal virtuale e si entri nel mondo di tutti i giorni, come qualsiasi rapporto di amicizia o amore dovrebbe poter fare, se vuole vivere una realtà concreta e trasparente. La reputazione è quindi il valore più grande che un Avatar possiede nel Metaverso, creata in anni di lavoro e di frequentazione, e soprattutto dalle cose che ha fatto e disfatto in questo mondo.

Per questo sostengo che non ci sono questioni né di voice, né di cam, né di dati olfattivi evocati, il più delle volte, a sproposito. In questo caso si creano solo occasioni per avatar gironzolanti tra occupazioni variamente altre che la mia fantasia non basta ad immaginarle tutte.

Cosa intendo per mistero? A me è capitato e credo che, in quel caso, di amore non si trattava. Ecco perché dalla delusione si guarisce: Convenienza, feticismo, libido, narcisismo, controllo, invidia, gelosia, sadismo, masochismo e tante altre belle cose che siamo stranamente sempre convinti riguardino solo gli altri. Come dobbiamo comportarci per allargare la capacità percettiva? Quello che aggiungo io è che reagire solo a segnali e informazioni non è un problema solo dei ragazzi, semmai è più ampio e si persegue pure con ostinazione, nella speranza che i criceti dentro il plastico siano sempre altri: In errore ci inducono molti fattori, compresa un arte didascalica, scolastica e schematizzata quale si vuole fortemente ridurre la nostra capacità creativa elettronica che ci si ostina ad ignorare come tale rispetto a discorsi di aderenza alla realtà fondati sullo sventolare repertori tratti maliziosamente dalla letteratura della concorrenzialità.

Reale è solo conformarsi più velocemente possibile, con comunicazioni pretese immediate, a decisioni di un élite di figure indistinte ma qualificate, rinchiuse in studi e uffici. Immaginare quegli spazi pervasi di rarefazione sexy è interessante: Inevitabilmente compreso quello artistico. Chiudo proponendo due dubbi: Quale arte descrive e dove avviene la catarsi della fantasia creatrice del naturale ricambio generazionale?

Negli ultimi giorni, seguendo un post del mio amico Sacha Bowie, alcuni commenti molto interessanti sono stati postati riguardo al tema: Dibattito interessante, poiché si confrontavano due modi diversi di concepire la propria presenza in Second Life. Gli argomenti pro e contro sono stati espressi con grande convinzione e, come spesso succede quando si trattano queste tematiche, ognuno è rimasto con la propria convinzione. Che cosa hanno in comune il docente impegnato in una lezione in world ovviamente utilizzando la comunicazione in voice come elemento indispensabile e chi fa gioco di ruolo interpretando un personaggio improbabile, come un drago, un mostro spaziale o un vampiro?

Ed è tanto più vero questo, quanto è comprensibile anche il fenomeno degli alter. E spesso anche la propria identità e la propria storia professionale.

Molti usano Second Life come estensione del proprio ambiente lavorativo, e molteplici sono le esperienze del genere, sviluppate anche da istituzioni e aziende del mondo reale. Tutti noi ricordiamo gli impiegati della provincia o del comune, o i manager delle multinazionali e delle grandi aziende, entrati in Second Life con tanto di sim istituzionale, con il proprio brand e con tanto di nome reale nel profilo.

Tutto assolutamente comprensibile e condivisibile. Vogliamo essere liberi di vivere le nostre vite immaginarie, interpretando escort, draghi, principi medioevali, o grandi managers del virtuale. Qual è allora il problema? Perché nascono tante accese discussioni su questo tema? Io credo che tali ipocrisie vadano superate. Solo che dobbiamo tenere separate le due esperienze e vivere, di volta in volta, quella che più ci aggrada.

Una particolare situazione vivono quanti sviluppano in Second life una esperienza relazionale di carattere affettivo. Superiamo quindi il moralismo, ed anche le stucchevoli critiche alla pratica degli alter. Basta con i falsi moralismi, tanto sappiamo bene come stanno le cose. Per concludere, nel vivere esperienze di realtà virtuale, nessuno si erga a giudice del comportamento degli altri.

Viviamo liberamente la nostra avventura virtuale, per ogni scopo che riteniamo lecito. Sforziamoci di essere il più possibile obiettivi nel rifuggire la critica, o la sentenza facile. Unico filo conduttore, deve essere il rispetto degli altri e la propria dignità personale, ma anche una grande apertura e disponibilità al dialogo e alla comprensione delle ragioni altrui.

Ma ci sono cose che ho condiviso ed altre meno. Va bene che il mondo virtuale sia massima espressione di libertà, ma un conto è esprimersi, un conto è voler far passare vere e proprie ciofeche per arte.

Allora credo sia ora di confrontarsi con sana onestà intellettuale e dare a Cesare quel che è di Cesare, parlare chiaro, senza ambiguità o situazioni di comodo o di politically correct. Chi sa di valere alla fine si scoccia e se ne va per altri lidi. Riguardo ai libri è la stessa cosa. Anche io in passato ho aderito alla cosa con molta partecipazione, ma col tempo ho compreso quanto sia difficile coinvolgere la gente alla lettura sul Metaverso, è quasi utopistico.

Si legge poco in RL, figuriamoci in un contesto virtuale dove la gente entra soprattutto per cazzeggiare. Trovo molto più interessante e stimolante la lettura mediante una bella voce narrante, che sappia coinvolgere gli spettatori. Ma è solo una mia personalissima opinione. Ma si finirà per essere i soliti quattro gatti a dar voce ad eventi che sanno più di mondanità che altro.

Poi non capisco perché Second Life non possa sconfinare in RL. Forse non avviene il contrario? Non è affatto un gioco, non ne ha nemmeno le caratteristiche, a parte per i Giochi di Ruolo, che con il tempo perdono strada la loro caretteristica iniziale, lasciando spazio comunque alle emozioni. Vogliamo illuderci sia un gioco, in realtà, ma lo è solo per pochissime persone.

Ma a soffrire o a gioire chi è: Ci sono cose che posso fare solo in RL, ci sono cose che posso fare solo in Second Life, ma non è dissociazione o bipolarismo, ma solo contesti tecnici e pratici sicuramente differenti.

E mentre in Second Life comunicare sentimenti ed emozioni diventa molto più facile, in un contesto reale fare amicizia o altro risulta molto più difficile. Spesso il tentativo di chi cerca di uscire fuori dal coro, viene visto in malo modo. Ho assistito di persona ad atteggiamenti ostili verso chi, durante un dibattito o una riunione, si sforzava di evidenziare aspetti negativi di una determinata questione.

Stranamente invece, finiamo per essere più abbottonati in Second Life, che in RL. Solo in campo sessuale, a mezzo di alter, si vive il Metaverso in tutta libertà. Per il resto, è la trasposizione in peggio del mondo reale. So anche che i miei discorsi danno fastidio a più di una persona, ma so anche che in molti li condividono, e che in tanti non hanno voglia di esprimerli. Ma è il mio pensiero è il pensiero di una persona che non si fossilizza in un posto, ma che viaggia in lungo e in largo per il Metaverso, parlando con tutti di tutto.

Mi assumo sempre il coraggio delle mie azioni, parlandone in prima persona. Forse sarebbe anche il caso che alcune persone, e non mi riferisco a Volando Amat, si prendessero meno sul serio, e scendessero dalla cattedra sulla quale salgono senza averne nemmeno i presupposti e le capacità.

Mi si potrebbe obiettare che lo faccio anche io, con questi miei scritti, ma io non sto criticando singole persone, ma atteggiamenti dei quali siamo tutti a conoscenza, e sfido chiunque a dimostrarmi il contrario. Per me questo significa solo una cosa: But there are things that I share and others less. I hope not to disturb the journalist and the interviewee if I explore what I believe a thought that is very important and problematic: OK, so the virtual world is ultimate expression of freedom, but one thing is express yourself, another thing is to go into real bullshit believing is art.

Who write here is an art critic, but neither is a person unable to grasp the beauty where there is it. The art is there, and it is a fact, but the Metaverse is full of too many artists who do not deserve this title.

And since not everyone has the courage to say so, and to take distance from it, with education and savoir faire, you end up doing all the same brush. And who deserves to be exalted to the right and brought to fame and knowledge ends up being one of many.

Who knows it at the end got annoyed and goes for other shores. About the books is the same thing. Me too once joined the thing with a lot of participation, but over time I realized how difficult it is to engage people in reading books in the Metaverse, is almost utopian.

We read just a little in RL, you can image in a virtual environment where people come mainly to hang and have a good time. I find it much more interesting and stimulating reading through a beautiful narrative voice, that can involve the audience.

There should be more people able to give voice to what is written. Then if you want a niche product, the question changes everything and even can be its opposite. But you will end up being the usual four cats to give voice to mundane events more than anything else. Then do not understand why Second Life can not cross over into RL.

Perhaps it is the other way? We want to deceive is a game, actually, but it is only for very few people. The interviewee speaks of avatarian thought. But who is to suffer or rejoice: If I spend inworld more hours per day, not only is not a game, but a risk, if I make philosophical reason, to sleep well at night, leaving my duality wander endlessly, missing a real context that is, willingly or unwilling, my real life.

Among other things become, and to some extent has already become, an alibi for any misbehavior. There are things I can only do in RL, there are things I can do only in Second Life, but not about dissociation or beeing bipolar, but definitely different technical and practical contexts. In RL I can not teleport, or fly with a simple click.

And while in Second Life to communicate feelings and emotions becomes much easier to make friends, in a real context or another is much more difficult. What I do not like about the Metaverse, for example, is the inability to get rid of certain hypocrisy, like in RL is not always possible to do. Often the attempt of trying to get out from the crowd, is seen in a bad way. I have personally witnessed such hostility toward those who, during a debate or a meeting, tried to highlight the negative aspects of a particular issue.

And as if it were forbidden the confrontation, the wish to want to put things into questions. Everything is emphasized and seen as a personal affront. There is more confrontation in the living room of a political tv show than in the salons of the Metaverse.

In the salons of the Metaverse you sit down, or you stand, gossiping in private IMs, sometimes you write something circumstantial in the chat local, and it all ends there! Because no one dares. The communication, art, is this: Strangely, however, everuthing end up being more cuddly in Second Life, that in RL.

Only in the sexual field, by the use of alters, the Metaverse is living in complete freedom. For the rest, is the translation for the worse in the real world. I also know that my speeches bother more than one person, but I also know that many share them, and that many are unwilling to express them. But it is my thought is the thought of a person who does not fossilize in one place, but traveling the length and breadth of the Metaverse, talking to everybody about everything.

I have no fear of saying what I think, and also to correct myself if necessary. I take more courage for my actions, talking in first person.

Yes, I understand that not everything can please everyone, and everyone wants and needs to be able to experience this world as they wish, but without lying about who I am in certain aspects. If something does not work and does not take off, ask yourself the reason why they do not go, despite all the efforts of the event.

Perhaps it would also be the case that some people, and I do not mean Volando Amat, were taken less seriously, and come down from the desk on which they climb even without having the requirements and capabilities. I objected that it is not true, but it proves, as I did, and with education, because even education is a missing behaviour.

There I put my èrson in everything I say and I accept any criticism if made to my ideas, and not to me. Will repeat indefinitely, if necessary. In fews days will be my birthday, I say this not because I wants to receive cards or gifts, but to emphasize once again my initial concept.

To me, this means only one thing: Me gusta leer y me gusta hacerlo a la redonda, y por es me encontré con este interesante artículo.

Pero hay cosas que comparto y otras menos. Està bien que el mundo virtual sea la maxima expresión de libertad, pero una cosa es expresarse, otra cosa es querer pasar verdaderas tonterias por arte. Quien escribe no es un crítico de arte, pero tampoco es una persona incapaz de captar la belleza donde sea. Así que creo que es hora de recorrer a sana honestidad intelectual y dar a César lo que es del César, hablar con claridad, sin ambigüedades ni situaciones de conveniencia o politicamente correcta.

Y puesto que no todos tienen el coraje de decirlo, y de tomar distancia, con educación y savoir faire, se termina haciendo de todo en el mismo saco. Quién sabe de valer realmente algo al final se molesta y se va por otros lados. Acerca de los libros es la misma cosa. Yo también una vez me agreguè a estos eventos con mucha participación, pero con el tiempo me di cuenta de lo difícil que es involucrar a la gente en la lectura del Metaverso, es casi una utopía. Se lee muy poco en la vida real, y mucho menos en un entorno virtual donde la gente viene sobre todo para pasarse un rato.

Pero eso es sólo mi opinión personal. Pero va a terminar siendo los habituales cuatro gatos que dan voz a unos eventos que saben mas de mundanidad que cualquier otra cosa. Entonces no entiendo por qué Second Life no se puede cruzar con la RL. Tal vez es al revés? Es apenas un juego, ni siquiera tiene las características, a excepción de Juego de Roles, que con el tiempo pierden su camino caretteristica inicial, dejando espacio para las emociones. Nos quieren dejar creer que es solo un juego, y en realidad lo es sólo para muy pocas personas.

El entrevistado habla de pensamiento avatariano. Si paso en Second Life muchas horas al día, no sólo no es un juego sino un riesgo, si hago mis razones filosóficas, dejando mi dualidad vagar sin cesar, perdiendo de vista el contexto real que al final es mi vida real. Sin embargo se vuelve, y ya actualemente lo es, en una coartada para cualquier mal comportamiento. En RL no puedo teletransportarse, o volar con un simple clic.

Lo que no me gusta el Metaverso, por ejemplo, es la incapacidad para librarse de cierta hipocresía que en la vida real no siempre es posible hacer. A menudo, el intento de tratar de salir de la manada es juzgado de mala manera. Yo personalmente he visto tanta hostilidad hacia aquellos que, durante un debate o una reunión, trató de poner de relieve los aspectos negativos de un tema en particular.

Y es como si se prohibió la confrontación, el querer de ponerse en tela de juicio. Todo se enfatiza y se ve como una afrenta personal. En los salones del Metaverso te sientas, o te queda parado, y en privado mensajeas chismes, a veces escribimos algo circunstancial en el chat local, y todo termina ahí! Eso es porque la evolución se detiene.

Se detiene, porque todo es tan aburrido y circonstanziato. Debido a que nadie se atreve. La comunicación, el arte, es la siguiente: Sólo en el campo sexual, a través de alter, el Metaverso se vive en completa libertad. Pero es mi pensamiento es el pensamiento de una persona que no se fosiliza en un solo lugar, sino que viaja a lo largo y ancho del Metaverso, hablando a todos de todo.

No tengo miedo de decir lo que pienso, y también de corregirme si es necesario. Tomo el valor de mis acciones, hablando en primera persona. Più alto è il quoziente intellettivo di un uomo, maggiori sono le probabilità che si dedichi ad una relazione sessuale esclusiva.

Usando i dati provenienti da un paio di indagini di massa sulla popolazione americana -- lo Studio nazionale sulla salute degli adolescenti e il General Social Survey -- alcuni ricercatori inglesi hanno accertato che un alto quoziente intellettivo è direttamente correlato con la tendenza alla monogamia. Secondo il professor Satoshi Kanazawa, della London School of Economics, che ha coordinato lo studio, le relazioni sessualmente esclusive costituiscono un "giallo evolutivo" per gli uomini.

Gli psicologi evoluzionisti pensano che sia più facile per un uomo intelligente vincere gli impulsi primitivi e onorare i propri impegni di coppia.

Non c'è alcuna evidenza invece che le donne più intelligenti siano più fedeli. Ora il pettegolezzo finisce di nuovo sulle pagine dei giornali con tale Robert Randolph che, dopo essersi sottoposto alla macchina della verità, a National Enquirer assicura: Scandalo alla corte di Cameron, ministro conservatore fa outing.

Crispin Blunt Outing per il deputato dei Tory e ministro per le carceri britannico. Dopo Ken Mehlman, ex capo dello staff di Bush, e David Yost, il Blue Ranger, è toccato a Crispin Blunt, che ha annunciato pubblicamente di essere gay e di separarsi dalla moglie Victoria dopo 20 anni di matrimonio e due figli. Negli ambienti politici sgomento e scosternazione. A Westminster gli amici assicurano che prima di entrare in Parlamento nel , Blunt non aveva ancora fatto i conti con la sua omosessualità.

Intanto il suo annuncio a sorpresa potrebbe rendere difficile la vita di David Cameron. Un portavoce di Downing Street ha detto: Non è una questione che riguarda il Governo. Deputato conservatore, Blunt in varie occasioni ha votato contro i diritti lgbt. Negli ultimi anni, in linea con la politica del suo partito, ha, comunque, votato a favore sia della legge per le unioni civili tra persone dello stesso sesso, sia di quella che vieta la discriminazione per gay e lesbiche in ambito lavorativo.

Ma il deputato dei Tory è il primo da quando il partito è entrato nel governo di David Cameron. Fare coming out richiede una buona dose di coraggio e determinazione e il fatto che diversi politici conservatori stiano uscendo allo scoperto indica sia che stiamo assistendo alla caduta di una frontiera molto importante: Ecco uno dei primi trailer del nuovo spot di Dior Homme, la celebre fragranza maschile di Dior.

Dietro la macchina da presa un altro britannico, il regista Guy Ritchie con il quale Law ha già lavorato nella pellicola di Sherlock Holmes, accanto a Robert Downey Jr. Un ritorno, il loro, in grande stile: Il regista inglese ha girato un vero e proprio cortometraggio e, pur essendo sempre ambientato nella capitale francese, ha saputo dare un volto differente alla città: Un vero e proprio noir con protagonista il bellissimo Jude Law. Turismo, Arte e Cultura e Spettacolo figurano nel programma dei molteplici incontri che offre il Villaggio Free Senses nei suoi spazi serali, con in scaletta: Lgbt Salerno, nasce la prima linea di costumi per trans.

Si chiama "Vanessa Io", capi da mare pensati esclusivamente per la clientela transgender. Due importanti eventi nel calendario della comunità bisessuale hanno avuto luogo tra il 26 e il 29 agosto a Londra. La comunità bisessuale è, infatti, cresciuta per questo i bisessuali vogliono che sia tempo che il governo e le altre rispettive minoranze sessuali, gay, lesbiche e trans, li prendano in considerazione seriamente. La conferenza, BiReCon ha riunito insieme ricercatori, scrittori e attivisti con le organizzazioni e i membri della comunità bisex e, secondo quanto dichiarato da Meg Barker, uno degli organizzatori della conferenza, per la prima volta un evento di questo genere ha attirato la partecipazione del pubblico a livello internazionale.

Durante la conferenza sono stati esposti lavori messi in atto in questo periodo nel Regno Unito, sulla bisessualità. Un elemento importante, rilevato da diversi dibattiti, è stato che le lesbiche, i gay e i bisessuali continuano ad essere vittime di discriminazione sul posto di lavoro e nella società non solo da parte dei colleghi eterosessuali ma anche da colleghi gay.

I partecipanti hanno provato per la prima volta un senso di appartenenza in un mondo dove la loro sessualità non era attaccata o interrogata. La maggior parte degli eventi erano correlati con il tema della conferenza: Chanel, celebre marchio del lusso, ha molti simboli emblematici: Karl Lagerfeld, anima del marchio che per la cruise collection ha sfilato sul lungomare di Saint Tropez, ha voluto rendere omaggio ai celebri bottoni di Chanel ponendoli vezzosamente sugli occhiali.

Posti elegantemente sulle stanghette, tanto sugli occhiali da vista quanto su quelli da sole, i bottoni sono stati reinterpretati diventando un particolare gioiello per ogni modello. Ognuna con la propria anima e caratteristica, ogni linea ha differenti bottoni, che siano a forma di farfalla alla tartaruga fino alla doppia C tutti i modelli sono impreziositi dagli originali decori. Quasi un gemellaggio fra le associazioni lgbt liguri e le gay professional svizzera e austriaca Network e AGPRO Austrian Gay Professional che sono state in visita a Genova nello scorso weekend per il consueto viaggio in Italia e hanno incontrato i rappresentanti di Arcigay e di Gaylib Mario Moisio, referente per la regione Liguria.

Comunicato del MIT movimento identità transessuale. Marcellona ci ha lasciati. Non è facile annunciare la perdita di una grande persona e non è semplice comunicare il vuoto che lascia. Le parole e i discorsi hanno un loro limite, affidiamo ai pensieri, alle emozioni, ai ricordi tutto quello che è stata Marcella Di Folco.

Il coraggio con cui ha dedicato la sua intera vita alla dignità e ai diritti di tutte e tutti indistintamente, rende difficile l'elaborazione della sua perdita.

Dalle 17 alle 19, nello stesso luogo, verrà commemorata la cara Marcella in un saluto laico. Lgbt, Se n'è andata Marcella Di Folco anima delle lotte delle transessuali.

Nata a Roma, si era trasferita a Bologna, dove era maturato il suo impegno a favore dei gay, delle lesbiche, dei bisessuali e delle transessuali. Aveva recitato anche in Amarcord di Fellini. Il dolore di Vlaidmir Luxuria e Franco Grillini, il ricordo del senatore Vitali Il suo nome è legato a tante battaglie che culminavano sempre verso pochi, imprescindibili obbiettivi: Marcella Di Folco è morta oggi, a 67 anni, consumata da una dura malattia, all'hospice di Bentivoglio, alle porte di Bologna.

Nata a Roma, aveva scelto Bologna come città d'adozione. Era la fondatrice e la presidente del Movimento identità delle persone transessuali e transgender Mit. Aveva anche recitato nell'Amarcord di Federico Fellini: E' stata la prima transessuale a diventare consigliere comunale a Bologna.

Il dolore degli attivisti e degli amici del movimento gay, lesbico bisex e transgender di Bologna: Il Mit, il movimento Lgbt, la politica e la cultura tutta perdono oggi una loro parte importante''. L'ultimo ricordo che ho di lei risale allo scorso maggio, quando il presidente Napolitano ha ricevuto al Quirinale i rappresentanti di tutte le associazioni del mondo lgbt per celebrare la giornata internazionale contro l'omofobia.

Marcella ci mancherà, come amica prima di tutto, come militante e come leader del movimento''. Grazie a lei Bologna si è dotata di un Consultorio per le persone transessuali che ha costituito un'eccellenza nel Paese ed è stato un punto di riferimento per tante persone che hanno trovato in Bologna una città accogliente ed inclusiva".

Il senatore Pd - ed ex sindaco di Bologna - Walter Vitali: Lei era sempre in prima fila nelle battaglie per i diritti civili, per la difesa dell'ambiente, per rendere la città più vivibile ed inclusiva''.

I partecipanti al laboratorio teatrale saranno attori, danzatori e artisti dai diversi linguaggi espressivi da noi direttamente contattati ma anche tutti coloro che sono curiosi di sperimentare le proprie possibilità creative indagando sul proprio transgenderismo interiore o espresso.

Atopos dunque è il titolo di questo lavoro di studio: Il laboratorio si terrà Milano, dal 10 al 12 settembre con orario intensivo dalle 11 del mattino fino a sera Sarà diretto da Marcela Serli, attrice e regista argentina, laureata in Italia in Lingue e Letterature Straniere con una tesi in drammaturgia contemporanea. Con la collaborazione di: Irene Serini, attrice diplomata alla Scuola del Piccolo Teatro di Milano, diretta da Marcela Serli in Moana Porno Revolution, monologo che affronta con ironia e grazia il tema dei tabù legati al sesso.

Davide Tolu, drammaturgo e compositore, esperto di transgenderismo e teorie di genere. La partecipazione al laboratorio è gratuita. Per info e iscrizioni: Politica e Diritti Lgbt, Castro ammette: L'ex presidente dell'isola caraibica ammette le sue reponsabilità nelle persecuzioni a danno degli omosessuali dopo la rivoluzione del A condizionare il giudizio di Castro potrebbe essere stata la nipote Mariela Castro Espin, figlia del fratello Raul, fortemente impegnata da anni nella tutela della minoranza lgbt.

Si è spenta all'ospedale di Bentivoglio a 67 anni. Tra gli anni Settanta ed Ottanta inizia il periodo più critico, Marcella entra in crisi con la propria identità. Nel nasce il Mit a Bologna e viene eletta presidente. Nel viene eletta consigliere comunale nella lista dei verdi, prima trans al mondo a raggiungere questo traguardo. Tutto questo con uno sguardo particolare rivolto alla città di Siena e più spazio per le opinioni della gente.

Torna infine ai microfoni di "Oltre le differenze" Marco Buzzetti presidente di Agedo Toscana per annunciare la nascita a Grosseto di un consultorio, realizzato in collaborazione con la Regione Toscana. Un luogo di ascolto, dove professionisti e volontari risponderanno alle domande e offriranno servizi alle persone gay, trans, lesbiche, bisex e queer ma anche alle loro famiglie.

La puntata si concluderà con il consueto scaffale: Abilita Javascript per vederlo. Tutte le puntate si potranno riascoltare anche sul sito www. Tecnologia, Steve Jobs presenta i nuovi iPod. Steve Jobs presenta e rinnova l'ipod, il grande guru di Apple, presenta i nuovi prodotti della mela morsicata previsti per il periodo pre-natalizio.

Stanno per aprire nuovi Apple store in 10 paesi del mondo, tra cui l'Italia. Gli store ricevono 1 milione di visitatori al giorno. Sono stati venduti milioni di dispositivi basati su iOS, il sistema operativo che funziona su iPhone, iPad ed iPod Touch. Le applicazioni dell'appstore hanno ricevuto 6. Al momento ci sono Sono i numeri elencati da Steve Jobs, secondo quanto riportato dal sito ispazio.

Sarà integrato nella versione 10 di iTunes. Perchè anche se gli iPod hanno sempre avuto un'alta quota di mercato ci siamo sempre sforzati di migliorarli. E quest'anno abbiamo esagerato".

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Vengono quando il comitato si è composto. Tante teste, troppe prime donne, troppo poca capacità di accettare la scelta della maggioranza. Questo il mio arduo compito. Forse per colpa mia, che non sono stata da principio presente. Gli stili manageriali, di conduzione di un gruppo, possono essere i più diversi, ma questo discorso ci porterebbe lontano, varrebbe la pena di approfondirlo a parte.

Il tema della violenza sulle donne è questione di civiltà, prima ancora che un dramma sociale. Come vivi tu personalmente questo problema sociale? Cosa pensi che dovremmo fare di più? Non pensare che subisca violenze fisiche o psicologiche, da amori o familiari. Le subisco giornalmente passeggiando per strada con una minigonna, ad esempio. Il mio pensiero è molto semplice, e si basa su una esperienza personalissima. Credo che bisognerebbe educare le madri ad educare diversamente i figli.

Io adoro mia madre, trovo sia una donna che ha saputo crescere molto bene i suoi figli. Noi due femmine sappiamo stirare, fare la lavastoviglie, curare la casa. Il mio fratello maschio ancora porta i panni a casa da lavare, e, comunque, è sempre il maschio.

Sembra una sciocchezza si, ma io credo che parta tutto da queste piccole cose. Non dai branchi, i bulli, le tribù, i credo politici o le religioni. Non è facile decidere. Di tutti gli eventi organizzati per 2Lei infatti, quello che più si avvicina al mio pensiero è stato quello organizzato da Maryhola McMillan: Il tema, nel Mondo Virtuale, non è superato.

Primo, perchè esistono gli alt. Secondo, perchè non è cancellando una persona, e quindi non sentendola più, che una violenza finisce. Una violenza verbale, scritta, non sparisce se la cancelli, semplicemente è bannata virtualmente, ma siamo persone no? Abbiamo un animo, una psicologia, paure e ansie. E poi, io ti banno okei, ma come proteggo le altre donne, come impedisco che succeda ancora?

Proteggo solo me stessa? No, non è vero che virtualmente si hanno armi molto più valide che realmente. Anche virtualmente, puoi solo scegliere di denunciare, e andartene per essere libera dalla violenza, proprio come in RL. Almeno secondo me, ovviamente. Io non mi curo delle falsità o delle insinuazioni, sono i fatti e la reputazione di una persona che parlano per lei.

Gli uomini possono essere vittime come le donne qui dentro. Sono violenze differenti, forse. Magari non ti danno della puttana e non dicono che sei solo una povera troia, con manie di protagonismo, ma anche un uomo diventa vittima sul web, forse più che in RL.

Proprio per la facilità dei rapporti che possono crearsi o distruggersi. In questo mi conosci, sono molto dittatoriale. Ti impegnerai ancora, in futuro, in progetti in Second Life? Certo, con tutti i problemi che sappiamo, ma anche con le enormi potenzialità di questo ambiente?

Questo non vuole dire che non ci sia democrazia o scelte condivise, ma bisogna anche saper decidere, accettando critiche e pareri discordanti. Il futuro è avanti a noi Aquila si, e Second Life non è il solo futuro. Anche perchè nel mio futuro personale vorrei occuparmi del mondo vero.

Second Life è solo un prototipo, il Metaverso sarà una cosa ben più ampia, ma le problematiche sociali che si svilupperanno qui saranno sempre le stesse, e dobbiamo imparare a gestirle in maniera forse nuova, diversa… Hai qualche altra considerazione da aggiungere, prima di salutarci? Quello che ritengo fondamentale è imparare a capire che Second Life è un mezzo in più per fare questo, e non una vetrina per apparire in RL. Queste azioni, ovviamente, possono essere di diverso tipo, positive o negative.

Si sviluppano capacità artistiche, relazionali, culturali, che per motivi diversi non siamo in grado, o non vogliamo, realizzare in Real Life. Tra queste caratteristiche rientrano, purtroppo, anche quelle negative, e a volte criminali. Detto questo, per tracciare i contorni, e mettere dei paletti, alle fantasie e alle sciocchezze che spesso si leggono in giro, è importante guardare con oggettività a questi nuovi modelli di comportamento, consapevoli di avere di fronte personalità che non sono esattamente quelle che incontreremmo per strada o al bar, ed i cui comportamenti non sono sempre quelli che ci aspetteremmo nella vita Reale.

Sappiamo che quando incontriamo in world Tizia o Caio, dobbiamo prendere quello che ci dice, e i suoi comportamenti, con ampio beneficio del dubbio. Dobbiamo fare quindi i conti con un nuovo soggetto, che separandosi nettamente dalla sua vita reale, rinasce come Avatar.

Tornando quindi al punto da cui siamo partiti: Il grado di conoscenza che svilupperemo con questa entità servirà a delinearne i comportamenti nel Metaverso, ma mai la sua identità o personalità reale. A meno che non si esca dal virtuale e si entri nel mondo di tutti i giorni, come qualsiasi rapporto di amicizia o amore dovrebbe poter fare, se vuole vivere una realtà concreta e trasparente. La reputazione è quindi il valore più grande che un Avatar possiede nel Metaverso, creata in anni di lavoro e di frequentazione, e soprattutto dalle cose che ha fatto e disfatto in questo mondo.

Per questo sostengo che non ci sono questioni né di voice, né di cam, né di dati olfattivi evocati, il più delle volte, a sproposito. In questo caso si creano solo occasioni per avatar gironzolanti tra occupazioni variamente altre che la mia fantasia non basta ad immaginarle tutte.

Cosa intendo per mistero? A me è capitato e credo che, in quel caso, di amore non si trattava. Ecco perché dalla delusione si guarisce: Convenienza, feticismo, libido, narcisismo, controllo, invidia, gelosia, sadismo, masochismo e tante altre belle cose che siamo stranamente sempre convinti riguardino solo gli altri. Come dobbiamo comportarci per allargare la capacità percettiva? Quello che aggiungo io è che reagire solo a segnali e informazioni non è un problema solo dei ragazzi, semmai è più ampio e si persegue pure con ostinazione, nella speranza che i criceti dentro il plastico siano sempre altri: In errore ci inducono molti fattori, compresa un arte didascalica, scolastica e schematizzata quale si vuole fortemente ridurre la nostra capacità creativa elettronica che ci si ostina ad ignorare come tale rispetto a discorsi di aderenza alla realtà fondati sullo sventolare repertori tratti maliziosamente dalla letteratura della concorrenzialità.

Reale è solo conformarsi più velocemente possibile, con comunicazioni pretese immediate, a decisioni di un élite di figure indistinte ma qualificate, rinchiuse in studi e uffici. Immaginare quegli spazi pervasi di rarefazione sexy è interessante: Inevitabilmente compreso quello artistico. Chiudo proponendo due dubbi: Quale arte descrive e dove avviene la catarsi della fantasia creatrice del naturale ricambio generazionale?

Negli ultimi giorni, seguendo un post del mio amico Sacha Bowie, alcuni commenti molto interessanti sono stati postati riguardo al tema: Dibattito interessante, poiché si confrontavano due modi diversi di concepire la propria presenza in Second Life. Gli argomenti pro e contro sono stati espressi con grande convinzione e, come spesso succede quando si trattano queste tematiche, ognuno è rimasto con la propria convinzione. Che cosa hanno in comune il docente impegnato in una lezione in world ovviamente utilizzando la comunicazione in voice come elemento indispensabile e chi fa gioco di ruolo interpretando un personaggio improbabile, come un drago, un mostro spaziale o un vampiro?

Ed è tanto più vero questo, quanto è comprensibile anche il fenomeno degli alter. E spesso anche la propria identità e la propria storia professionale. Molti usano Second Life come estensione del proprio ambiente lavorativo, e molteplici sono le esperienze del genere, sviluppate anche da istituzioni e aziende del mondo reale. Tutti noi ricordiamo gli impiegati della provincia o del comune, o i manager delle multinazionali e delle grandi aziende, entrati in Second Life con tanto di sim istituzionale, con il proprio brand e con tanto di nome reale nel profilo.

Tutto assolutamente comprensibile e condivisibile. Vogliamo essere liberi di vivere le nostre vite immaginarie, interpretando escort, draghi, principi medioevali, o grandi managers del virtuale. Qual è allora il problema? Perché nascono tante accese discussioni su questo tema? Io credo che tali ipocrisie vadano superate. Solo che dobbiamo tenere separate le due esperienze e vivere, di volta in volta, quella che più ci aggrada. Una particolare situazione vivono quanti sviluppano in Second life una esperienza relazionale di carattere affettivo.

Superiamo quindi il moralismo, ed anche le stucchevoli critiche alla pratica degli alter. Basta con i falsi moralismi, tanto sappiamo bene come stanno le cose. Per concludere, nel vivere esperienze di realtà virtuale, nessuno si erga a giudice del comportamento degli altri. Viviamo liberamente la nostra avventura virtuale, per ogni scopo che riteniamo lecito. Sforziamoci di essere il più possibile obiettivi nel rifuggire la critica, o la sentenza facile. Unico filo conduttore, deve essere il rispetto degli altri e la propria dignità personale, ma anche una grande apertura e disponibilità al dialogo e alla comprensione delle ragioni altrui.

Ma ci sono cose che ho condiviso ed altre meno. Va bene che il mondo virtuale sia massima espressione di libertà, ma un conto è esprimersi, un conto è voler far passare vere e proprie ciofeche per arte. Allora credo sia ora di confrontarsi con sana onestà intellettuale e dare a Cesare quel che è di Cesare, parlare chiaro, senza ambiguità o situazioni di comodo o di politically correct.

Chi sa di valere alla fine si scoccia e se ne va per altri lidi. Riguardo ai libri è la stessa cosa. Anche io in passato ho aderito alla cosa con molta partecipazione, ma col tempo ho compreso quanto sia difficile coinvolgere la gente alla lettura sul Metaverso, è quasi utopistico. Si legge poco in RL, figuriamoci in un contesto virtuale dove la gente entra soprattutto per cazzeggiare.

Trovo molto più interessante e stimolante la lettura mediante una bella voce narrante, che sappia coinvolgere gli spettatori. Ma è solo una mia personalissima opinione. Ma si finirà per essere i soliti quattro gatti a dar voce ad eventi che sanno più di mondanità che altro. Poi non capisco perché Second Life non possa sconfinare in RL.

Forse non avviene il contrario? Non è affatto un gioco, non ne ha nemmeno le caratteristiche, a parte per i Giochi di Ruolo, che con il tempo perdono strada la loro caretteristica iniziale, lasciando spazio comunque alle emozioni.

Vogliamo illuderci sia un gioco, in realtà, ma lo è solo per pochissime persone. Ma a soffrire o a gioire chi è: Ci sono cose che posso fare solo in RL, ci sono cose che posso fare solo in Second Life, ma non è dissociazione o bipolarismo, ma solo contesti tecnici e pratici sicuramente differenti.

E mentre in Second Life comunicare sentimenti ed emozioni diventa molto più facile, in un contesto reale fare amicizia o altro risulta molto più difficile. Spesso il tentativo di chi cerca di uscire fuori dal coro, viene visto in malo modo. Ho assistito di persona ad atteggiamenti ostili verso chi, durante un dibattito o una riunione, si sforzava di evidenziare aspetti negativi di una determinata questione.

Stranamente invece, finiamo per essere più abbottonati in Second Life, che in RL. Solo in campo sessuale, a mezzo di alter, si vive il Metaverso in tutta libertà. Per il resto, è la trasposizione in peggio del mondo reale.

So anche che i miei discorsi danno fastidio a più di una persona, ma so anche che in molti li condividono, e che in tanti non hanno voglia di esprimerli. Ma è il mio pensiero è il pensiero di una persona che non si fossilizza in un posto, ma che viaggia in lungo e in largo per il Metaverso, parlando con tutti di tutto.

Mi assumo sempre il coraggio delle mie azioni, parlandone in prima persona. Forse sarebbe anche il caso che alcune persone, e non mi riferisco a Volando Amat, si prendessero meno sul serio, e scendessero dalla cattedra sulla quale salgono senza averne nemmeno i presupposti e le capacità.

Mi si potrebbe obiettare che lo faccio anche io, con questi miei scritti, ma io non sto criticando singole persone, ma atteggiamenti dei quali siamo tutti a conoscenza, e sfido chiunque a dimostrarmi il contrario.

Per me questo significa solo una cosa: But there are things that I share and others less. I hope not to disturb the journalist and the interviewee if I explore what I believe a thought that is very important and problematic: OK, so the virtual world is ultimate expression of freedom, but one thing is express yourself, another thing is to go into real bullshit believing is art. Who write here is an art critic, but neither is a person unable to grasp the beauty where there is it.

The art is there, and it is a fact, but the Metaverse is full of too many artists who do not deserve this title. And since not everyone has the courage to say so, and to take distance from it, with education and savoir faire, you end up doing all the same brush.

And who deserves to be exalted to the right and brought to fame and knowledge ends up being one of many. Who knows it at the end got annoyed and goes for other shores. About the books is the same thing. Me too once joined the thing with a lot of participation, but over time I realized how difficult it is to engage people in reading books in the Metaverse, is almost utopian. We read just a little in RL, you can image in a virtual environment where people come mainly to hang and have a good time.

I find it much more interesting and stimulating reading through a beautiful narrative voice, that can involve the audience. There should be more people able to give voice to what is written.

Then if you want a niche product, the question changes everything and even can be its opposite. But you will end up being the usual four cats to give voice to mundane events more than anything else. Then do not understand why Second Life can not cross over into RL. Perhaps it is the other way? We want to deceive is a game, actually, but it is only for very few people.

The interviewee speaks of avatarian thought. But who is to suffer or rejoice: If I spend inworld more hours per day, not only is not a game, but a risk, if I make philosophical reason, to sleep well at night, leaving my duality wander endlessly, missing a real context that is, willingly or unwilling, my real life. Among other things become, and to some extent has already become, an alibi for any misbehavior. There are things I can only do in RL, there are things I can do only in Second Life, but not about dissociation or beeing bipolar, but definitely different technical and practical contexts.

In RL I can not teleport, or fly with a simple click. And while in Second Life to communicate feelings and emotions becomes much easier to make friends, in a real context or another is much more difficult.

What I do not like about the Metaverse, for example, is the inability to get rid of certain hypocrisy, like in RL is not always possible to do.

Often the attempt of trying to get out from the crowd, is seen in a bad way. I have personally witnessed such hostility toward those who, during a debate or a meeting, tried to highlight the negative aspects of a particular issue.

And as if it were forbidden the confrontation, the wish to want to put things into questions. Everything is emphasized and seen as a personal affront. There is more confrontation in the living room of a political tv show than in the salons of the Metaverse. In the salons of the Metaverse you sit down, or you stand, gossiping in private IMs, sometimes you write something circumstantial in the chat local, and it all ends there!

Because no one dares. The communication, art, is this: Strangely, however, everuthing end up being more cuddly in Second Life, that in RL. Only in the sexual field, by the use of alters, the Metaverse is living in complete freedom. For the rest, is the translation for the worse in the real world. I also know that my speeches bother more than one person, but I also know that many share them, and that many are unwilling to express them. But it is my thought is the thought of a person who does not fossilize in one place, but traveling the length and breadth of the Metaverse, talking to everybody about everything.

I have no fear of saying what I think, and also to correct myself if necessary. I take more courage for my actions, talking in first person. Yes, I understand that not everything can please everyone, and everyone wants and needs to be able to experience this world as they wish, but without lying about who I am in certain aspects. If something does not work and does not take off, ask yourself the reason why they do not go, despite all the efforts of the event.

Perhaps it would also be the case that some people, and I do not mean Volando Amat, were taken less seriously, and come down from the desk on which they climb even without having the requirements and capabilities.

I objected that it is not true, but it proves, as I did, and with education, because even education is a missing behaviour. There I put my èrson in everything I say and I accept any criticism if made to my ideas, and not to me. Will repeat indefinitely, if necessary.

In fews days will be my birthday, I say this not because I wants to receive cards or gifts, but to emphasize once again my initial concept. To me, this means only one thing: Me gusta leer y me gusta hacerlo a la redonda, y por es me encontré con este interesante artículo. Pero hay cosas que comparto y otras menos. Està bien que el mundo virtual sea la maxima expresión de libertad, pero una cosa es expresarse, otra cosa es querer pasar verdaderas tonterias por arte.

Quien escribe no es un crítico de arte, pero tampoco es una persona incapaz de captar la belleza donde sea. Así que creo que es hora de recorrer a sana honestidad intelectual y dar a César lo que es del César, hablar con claridad, sin ambigüedades ni situaciones de conveniencia o politicamente correcta. Y puesto que no todos tienen el coraje de decirlo, y de tomar distancia, con educación y savoir faire, se termina haciendo de todo en el mismo saco.

Quién sabe de valer realmente algo al final se molesta y se va por otros lados. Acerca de los libros es la misma cosa. Yo también una vez me agreguè a estos eventos con mucha participación, pero con el tiempo me di cuenta de lo difícil que es involucrar a la gente en la lectura del Metaverso, es casi una utopía.

Se lee muy poco en la vida real, y mucho menos en un entorno virtual donde la gente viene sobre todo para pasarse un rato. Pero eso es sólo mi opinión personal.

Pero va a terminar siendo los habituales cuatro gatos que dan voz a unos eventos que saben mas de mundanidad que cualquier otra cosa.

Entonces no entiendo por qué Second Life no se puede cruzar con la RL. Tal vez es al revés? Es apenas un juego, ni siquiera tiene las características, a excepción de Juego de Roles, que con el tiempo pierden su camino caretteristica inicial, dejando espacio para las emociones. Nos quieren dejar creer que es solo un juego, y en realidad lo es sólo para muy pocas personas. El entrevistado habla de pensamiento avatariano. Si paso en Second Life muchas horas al día, no sólo no es un juego sino un riesgo, si hago mis razones filosóficas, dejando mi dualidad vagar sin cesar, perdiendo de vista el contexto real que al final es mi vida real.

Sin embargo se vuelve, y ya actualemente lo es, en una coartada para cualquier mal comportamiento. Un elemento importante, rilevato da diversi dibattiti, è stato che le lesbiche, i gay e i bisessuali continuano ad essere vittime di discriminazione sul posto di lavoro e nella società non solo da parte dei colleghi eterosessuali ma anche da colleghi gay. I partecipanti hanno provato per la prima volta un senso di appartenenza in un mondo dove la loro sessualità non era attaccata o interrogata.

La maggior parte degli eventi erano correlati con il tema della conferenza: Chanel, celebre marchio del lusso, ha molti simboli emblematici: Karl Lagerfeld, anima del marchio che per la cruise collection ha sfilato sul lungomare di Saint Tropez, ha voluto rendere omaggio ai celebri bottoni di Chanel ponendoli vezzosamente sugli occhiali. Posti elegantemente sulle stanghette, tanto sugli occhiali da vista quanto su quelli da sole, i bottoni sono stati reinterpretati diventando un particolare gioiello per ogni modello.

Ognuna con la propria anima e caratteristica, ogni linea ha differenti bottoni, che siano a forma di farfalla alla tartaruga fino alla doppia C tutti i modelli sono impreziositi dagli originali decori. Quasi un gemellaggio fra le associazioni lgbt liguri e le gay professional svizzera e austriaca Network e AGPRO Austrian Gay Professional che sono state in visita a Genova nello scorso weekend per il consueto viaggio in Italia e hanno incontrato i rappresentanti di Arcigay e di Gaylib Mario Moisio, referente per la regione Liguria.

Comunicato del MIT movimento identità transessuale. Marcellona ci ha lasciati. Non è facile annunciare la perdita di una grande persona e non è semplice comunicare il vuoto che lascia. Le parole e i discorsi hanno un loro limite, affidiamo ai pensieri, alle emozioni, ai ricordi tutto quello che è stata Marcella Di Folco. Il coraggio con cui ha dedicato la sua intera vita alla dignità e ai diritti di tutte e tutti indistintamente, rende difficile l'elaborazione della sua perdita.

Dalle 17 alle 19, nello stesso luogo, verrà commemorata la cara Marcella in un saluto laico. Lgbt, Se n'è andata Marcella Di Folco anima delle lotte delle transessuali. Nata a Roma, si era trasferita a Bologna, dove era maturato il suo impegno a favore dei gay, delle lesbiche, dei bisessuali e delle transessuali. Aveva recitato anche in Amarcord di Fellini. Il dolore di Vlaidmir Luxuria e Franco Grillini, il ricordo del senatore Vitali Il suo nome è legato a tante battaglie che culminavano sempre verso pochi, imprescindibili obbiettivi: Marcella Di Folco è morta oggi, a 67 anni, consumata da una dura malattia, all'hospice di Bentivoglio, alle porte di Bologna.

Nata a Roma, aveva scelto Bologna come città d'adozione. Era la fondatrice e la presidente del Movimento identità delle persone transessuali e transgender Mit. Aveva anche recitato nell'Amarcord di Federico Fellini: E' stata la prima transessuale a diventare consigliere comunale a Bologna. Il dolore degli attivisti e degli amici del movimento gay, lesbico bisex e transgender di Bologna: Il Mit, il movimento Lgbt, la politica e la cultura tutta perdono oggi una loro parte importante''.

L'ultimo ricordo che ho di lei risale allo scorso maggio, quando il presidente Napolitano ha ricevuto al Quirinale i rappresentanti di tutte le associazioni del mondo lgbt per celebrare la giornata internazionale contro l'omofobia. Marcella ci mancherà, come amica prima di tutto, come militante e come leader del movimento''.

Grazie a lei Bologna si è dotata di un Consultorio per le persone transessuali che ha costituito un'eccellenza nel Paese ed è stato un punto di riferimento per tante persone che hanno trovato in Bologna una città accogliente ed inclusiva".

Il senatore Pd - ed ex sindaco di Bologna - Walter Vitali: Lei era sempre in prima fila nelle battaglie per i diritti civili, per la difesa dell'ambiente, per rendere la città più vivibile ed inclusiva''.

I partecipanti al laboratorio teatrale saranno attori, danzatori e artisti dai diversi linguaggi espressivi da noi direttamente contattati ma anche tutti coloro che sono curiosi di sperimentare le proprie possibilità creative indagando sul proprio transgenderismo interiore o espresso.

Atopos dunque è il titolo di questo lavoro di studio: Il laboratorio si terrà Milano, dal 10 al 12 settembre con orario intensivo dalle 11 del mattino fino a sera Sarà diretto da Marcela Serli, attrice e regista argentina, laureata in Italia in Lingue e Letterature Straniere con una tesi in drammaturgia contemporanea.

Con la collaborazione di: Irene Serini, attrice diplomata alla Scuola del Piccolo Teatro di Milano, diretta da Marcela Serli in Moana Porno Revolution, monologo che affronta con ironia e grazia il tema dei tabù legati al sesso. Davide Tolu, drammaturgo e compositore, esperto di transgenderismo e teorie di genere. La partecipazione al laboratorio è gratuita. Per info e iscrizioni: Politica e Diritti Lgbt, Castro ammette: L'ex presidente dell'isola caraibica ammette le sue reponsabilità nelle persecuzioni a danno degli omosessuali dopo la rivoluzione del A condizionare il giudizio di Castro potrebbe essere stata la nipote Mariela Castro Espin, figlia del fratello Raul, fortemente impegnata da anni nella tutela della minoranza lgbt.

Si è spenta all'ospedale di Bentivoglio a 67 anni. Tra gli anni Settanta ed Ottanta inizia il periodo più critico, Marcella entra in crisi con la propria identità. Nel nasce il Mit a Bologna e viene eletta presidente. Nel viene eletta consigliere comunale nella lista dei verdi, prima trans al mondo a raggiungere questo traguardo. Tutto questo con uno sguardo particolare rivolto alla città di Siena e più spazio per le opinioni della gente. Torna infine ai microfoni di "Oltre le differenze" Marco Buzzetti presidente di Agedo Toscana per annunciare la nascita a Grosseto di un consultorio, realizzato in collaborazione con la Regione Toscana.

Un luogo di ascolto, dove professionisti e volontari risponderanno alle domande e offriranno servizi alle persone gay, trans, lesbiche, bisex e queer ma anche alle loro famiglie.

La puntata si concluderà con il consueto scaffale: Abilita Javascript per vederlo. Tutte le puntate si potranno riascoltare anche sul sito www. Tecnologia, Steve Jobs presenta i nuovi iPod. Steve Jobs presenta e rinnova l'ipod, il grande guru di Apple, presenta i nuovi prodotti della mela morsicata previsti per il periodo pre-natalizio. Stanno per aprire nuovi Apple store in 10 paesi del mondo, tra cui l'Italia. Gli store ricevono 1 milione di visitatori al giorno. Sono stati venduti milioni di dispositivi basati su iOS, il sistema operativo che funziona su iPhone, iPad ed iPod Touch.

Le applicazioni dell'appstore hanno ricevuto 6. Al momento ci sono Sono i numeri elencati da Steve Jobs, secondo quanto riportato dal sito ispazio. Sarà integrato nella versione 10 di iTunes.

Perchè anche se gli iPod hanno sempre avuto un'alta quota di mercato ci siamo sempre sforzati di migliorarli. E quest'anno abbiamo esagerato". Lo ha detto Steve Jobs, il guru della Apple, durante la conferenza di presentazione dei prodotti pre-natalizi. Questa è il più grande cambiamento di sempre". Ci sono dunque nuovi Shuffle, nuovi Nano e nuovi iPod touch.

E saranno accompagnati dalla versione di iTunes Che per festeggiare il compleanno di regalerà un nuovo logo. Jobs si è dilungato a lungo su Ping, "a social network for music", lo ha definito: Il capo di Aplle l'ha definito "un Facebook e un Twitter per la musica". Un'opportunità rivolta ai milioni di utenti iscritti a iTunes in 23 Paesi di tutto il mondo, forte dei 12 milioni di brani disponibili sulla piattaforma, da cui sono stati scaricati finora 11,7 miliardi di canzoni, milioni di film e 35 milioni di libri.

Discorso a parte per la Apple Tv: Il nuovo decoder è grande un quarto, dà la possibilità di noleggiare un film in HD a 4,99 dollari e un tv show, grazie all'accordo con Fox di Rupert Murdoch e Abc della Disney a soli 99 centesimi. I prezzi in Italia La nuova generazione di iPod sarà disponibile dalla prossima settimana. L'iPod shuffle di quarta generazione sarà disponibile a 55 euro per il modello da 2 GB nei colori argento, azzurro, verde, arancione e rosa, fornito di serie con auricolari e cavo USB.

Il nuovo iPod nano sarà in vendita a euro per il modello da 8 GB e a euro per quello da 16 GB; entrambi i modelli sono disponibili nei colori argento, grafite, azzurro, verde, arancione e rosa. Infine, l'iPod classic da GB costerà euro. L'aveva candidamente annunciato che dopo aver preso parte ad una pellicola attesissima come Milk, dedicata all'attivista omosessuale brutalmente assassinato proprio per essersi preso troppe libertà ed aver raggiunto troppi successi nel suo settore, avrebbe recitato in altri ruoli gay.

Ed eccolo qui James Franco, avvenente attore particolarmente in voga nelle ultime stagioni cinematografiche, ancora una volta alle prese con una parte che in qualche modo ricorda proprio la vicenda di Harvey Milk, toccando i temi della censura, della scabrosità e del pregiudizio per il mondo omosessuale.

Il film in questione prende il nome de "L'Urlo" e lo abbiamo nelle nostre sale già da qualche giorno, tentando di far riprendere a pieno ritmo la sonnacchiosa attività di intrattenimento cinematografico quasi solo ad appannaggio dei freddi mesi invernali. La pellicola mette James Franco nei panni di Allen Ginsberg, autore gay dichiarato che, spesso insieme al suo compagno di vita Peter Orlovsky, interrpretato da Aaron Tveit, lavorava ai suoi scritti, finendo in tribunale proprio dopo aver messo nero su bianco un poema reo di trattare argomenti fin troppo piccanti come droga, sesso ed omosessualità.

Tra flashback della vita passata diGinsberg e stralci del processo in cui l'uomo fu accusato, il film si dipana attraverso vari filoni narrativi e visuali, addentrandosi anche nell'opera attraverso elementi grafici sorprendenti. Direttamente dal Festival del Cinema di Berlino, un film che risveglia il cinema di fine estate.

Ci mancava la trans a Miss Italia. Tra le tante magagne che incombono sulla Rai, non poteva mancare il gossip sul concorso governato da sempre dalla famiglia Mirigliani. E, addirittura a volte si trasformano in inchieste. Inoltre superano diverse selezioni sotto gli occhi attenti di una giuria che di curve femminili ne sa qualcosa: Poi che un uomo diventato a tutti gli effetti donna possa partecipare di diritto a un concorso di bellezza femminile, è una di quelle questioni su cui si scatenerebbe una polemica a non finire.

Tra di loro qualcuna riuscirà a sfondare nel mondo dello spettacolo, dove di trans ne troverà molti senza che costituiscano un problema. Libri Lgbt "Aracoeli" di Elsa Morante. Il romanzo, che è l'ultimo grande lavoro della scrittrice romana. A raccontarci la storia è il protagonista in prima persona, Manuele, un quarantenne fallito e omosessuale infelice, non sa smettere di rimpiangere l'infanzia paradisiaca vissuta in simbiosi con la madre Aracoeli, una selvaggia ragazza andalusa sposata a un ufficiale della marina italiana.

A distanza di anni, Manuele parte per l'Andalusia, alla scoperta del luogo natale della madre e del "mistero" della propria nascita.

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